Il 17enne Premoli, studente ipovedente di Pianengo, neo acquisto della squadra non vedenti: «Consiglio a tutti i ragazzi che come me hanno dei limiti visivi di venire a provare». L’intervista. Iscrizioni sempre aperte e staffa disposizione per informazioni.

Davide Premoli 17enne di Pianengo, studente dell’Itis Galilei di Crema. È lui l’ultimo acquisto della squadra non vedenti dell’A.C. Crema 1908. Davide è ipovedente, la sua è una condizione di acutezza visiva limitata ma ci vede. Ciò nonostante ha deciso di avvicinarsi alla squadra e di provare, come gli altri suoi compagni, di giocare bendato e di imparare a calciare utilizzando gli altri sensi, non la vista.

Il suo percorso dimostra le potenzialità e l’apertura della squadra non vedenti del Crema 1908, una storia che può servire anche ad altri ragazzi che, pur con qualche disabilità, vorrebbero avvicinarsi alla società e giocare a calcio. L’intervista.

Davide come hai conosciuto la realtà della squadra non vedenti? Chi te ne ha parlato e perché ti sei avvicinato al Crema 1908?

Ne ho sentito parlare. I successi di Francesco e Paul sono di pubblico dominio. Mio padre poi ha conosciuto Davide cantoni, l’ideatore della squadra non vedenti e me l’ha presentato. Abbiamo chiaccherato tanto io e Davide, mi ha raccontato di un gruppo compatto, bellissimo. Mi ha descritto i suoi compagni e la loro voglia di giocare a calcio così forte da mettersi costantemente alla prova. Mi ha parlato delle difficoltà iniziali ma anche di quanto fossero divertenti gli allenamenti e i momenti di convivialità. Insomma mi ha convinto.

E cosa hai fatto?

Ho provato ad andare a qualche allenamento, ho conosciuto i compagni, gli accompagnatori e i dirigenti. Mi sono trovato subito molto bene. Ho pensato che se quei ragazzi riuscivano a giocare così bene senza vederci, forse avrei potuto provare anch’io, nonostante non avessi mai giocato a calcio. Così ho cominciato a frequentare il San Luigi e ad allenarmi. I primi tempi giocavo sbendato. Con il tempo ho capito che per distinguermi come calciatore, avrei dovuto imparare ad utilizzare gli altri sensi, l’udito e il tatto. Il mio limite visivo non mi avrebbe consentito di giocare a calcio come un ragazzo degli allievi, ad esempio. Da non vedente, forse avrei potuto distinguermi, è una questione di allenamento. Da quel giorno mi alleno bendato.

Avevi paura all’inizio?

Non ho mai avuto paura, ma temevo che potesse essere troppo difficile per me giocare al buio. In realtà mi sono adattato in fretta. Chiaramente ci vuole tempo e di strada da fare ne ho ancora moltissima. L’ansia iniziale era dovuta soprattutto alla preoccupazione di non potermi inserire con semplicità in gruppo già compatto. In realtà anche questo passaggio è stato molto semplice e naturale perché mi sono trovato davanti delle persone meravigliose.

 

Come ti trovi?

Mi trovo benissimo, ho nuovi amici e importanti punti di riferimento. Ho conosciuto un sacco di persone e non solo del territorio. La nostra squadra è la sola in Lombardia, quindi giochiamo spesso amichevoli con i ragazzi delle Marche, della Liguria, della Toscana. Ciò mi ha consentito di allargare le mie conoscenze e di crescere. E di viaggiare. Lo scorso week end eravamo ad Amburgo per un torneo. In primavera siamo stati in Belgio, spesso siamo in giro per l’Italia. Anche questa opportunità è molto importante. Il confronto è fondamentale.

Cosa ti sta dando questa esperienza?

Prima di tutto questa esperienza mi ha consentito di giocare a calcio, un’opportunità che non ho mai avuto. E poi mi sta facendo crescere dal punto di vista sportivo e umano.

Lo consigli? Perché?

Lo consiglio, eccome! Innanzitutto perché ci divertiamo. Gli stessi dirigenti ci ripetono sempre che il primo obiettivo è quello. Poi perché la società offre davvero molte opportunità: trasferte, staff tecnici d’eccellenza, eventi di confronto e un bel luogo accogliente in cui allenarsi e ritrovarsi. Al San Luigi, infatti, ci sono sempre molte persone che frequentano il centro per motivi diversi: chi per svago, chi per assistere agli allenamenti del Crema 1908, chi per fare altre attività.

Ringrazio il mio papà che mi ha fatto conoscere Davide e mi ha aperto a questa fantastica opportunità. Per Consiglio a tutti coloro che fossero interessati, di venire ad assistere ad un allenamento. Ne rimeranno affascinati. E non potranno più farne a meno.